Jean-Christophe Hérault non ha mai cercato la luce. Con Aventus, non firma una fragranza di successo: infonde un soffio, una tensione, una presenza. Qualcosa di vivo.
Ogni materia diventa linguaggio. L'ananas morde, la betulla taglia, l'ambra grigia avvolge. Niente è decorativo, tutto è carico.
Aventus non è un profumo eroico. È un profumo abitato, da un ricordo, forse.

